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DOLMEN TONANTI parte seconda
Continua la pubblicazione in esclusiva della sconvolgente testimonianza tratta da diario di un partecipante al seminario “Fumetti allo Scrivia”, svoltosi giugno 2004, ritrovato insieme alla salma nel mese di marzo 2011.
20 Giugno 2004
Piove a dirotto. Mi avevano messo in guardia dal mettermi in viaggio durante la terribile stagione delle pioggie, che rende impraticabile tutta la Valle Scrivia meridionale per diversi mesi all'anno, ma credevo che l'organizzatore del viaggio (il sedicente “dottore”) avesse previsto tale evenienza. Sembra invece completamente impreparato, e provvisto solo di una grossa scaglia di selce all'uso di ombrello. Mi chiedo come potremo disegnare fumetti una volta arrivati ai “Dolmen Tonanti”, luogo previsto per la parte pratica del seminario, se i nostri fogli saranno tutti bagnati.
Un'alta barriera di vapori grigio chiaro impediva la vista in ogni direzione, rendendo difficile l'orientamento – peraltro, la nostra guida non è dotata di bussola in quanto, a sua detta, disturberebbe i potenti campi magnetici che si irradiano in quella zona. Il percorso è guidato perlopiù da “inconfondibili segni”, che solitamente sono piccoli sassi e rametti che non hanno nulla di particolare rispetto agli altri, oppure piccoli roditori che vengono messi in fuga con dei petardi: siamo costretti a seguirli di corsa nelle direzioni in cui fuggono, malgrado le misere condizioni in cui, come ho già detto, versa la grande maggioranza della spedizione (...)
Poco fa, al calare della sera, avvistiamo un bengala di segnalazione a breve distanza. Ci affrettiamo, speranzosi di trovare soccorsi o almeno provviste. Troviamo invece due uomini, che a quanto pare si erano dati appuntamento con la nostra guida. Il primo è vestito di tutto punto da cow-boy, armato fino ai denti; una cartucciera piena di munizioni gli circondava il petto, mentre dalla cintura pendevano un pugnale, una lunga sciabola, e un telefono cellulare. Per completare il quadro, l'uomo indossa stivali dagli speroni lunghissimi, e sul capo un cappello di feltro dalla tesa esageratamente larga sovrasta un paio di baffi che evidentemente non vedono un barbiere da parecchio tempo. Dietro di lui, un altro uomo che in quanto ad aspetto non ha nulla da invidiare al primo: il suo vestito però era lacero, a brandelli. Ci vengono presentati come l'Avvocato e il Commercialista. Non ho avuto modo si parlare con il primo, mentre il secondo ha cominciato a porre a tutti una serie di domande riguardanti la nostra situazione fiscale, per proteggerci (così si è giustificato) dai “pericoli fiscali” in cui saremmo potuti incorrere una volta attraversato il fiume. Dal suo accento, si direbbe un abitante di Castellar Guidobono.
La traversata dovrà essere effettuata all'alba; nonostante ciò, nessuno si è ancora interessato alla costruzione di una zattera – noialtri troppo occupati ad assicurarci la mera sopravvivenza materiale, la guida e il Commercialista intenti nel vano tentativo di accendere un fuoco scagliando pietre contro un grosso tronco. Quanto all'Avvocato, comincio a sospettare che svolga più che altro la funzione di sicario.
Il disegno, tratto dal diario, ritrae una scena che evidentemente non poteva essere descritta a parole
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Una foto ritrovata tra i resti della spedizione, che secondo le ricostruzioni dovrebbe ritrarre l'autore di queste pagine
21 Giugno 2004
E'difficile scrivere nella situazione in cui mi trovo. Tuttavia credo sia necessario che qualcuno sappia quanto successo, nella malaugurata evenienza in cui io non sarò vivo abbastanza per raccontarlo. La partenza è stata repentina e avventata, abbiamo dovuto lasciare i feriti sulla riva per poi dividerci su due canotti gonfiabili e una grossa zattera, che sono stati presto allontanati l'uno dall'altro a causa della forte corrente. Ho condotto il canotto per l'intera giornata, insieme ad altri due compagni che, in preda alla febbre, hanno rantolato tutto il tempo a poppa. Nel pomeriggio ho recuperato dall'acqua un altro partecipante, che dice di chiamarsi Nu-Nu. Sembra evidentemente sconvolto da qualcosa che gli è accaduto, e appena salito sul canotto si è raggomitolato sotto i bagagli. Non c'è stato modo di convincerlo a parlare (...)
Provo uno stato di torpore fisico e mentale – quasi stessi vivendo un sogno – e non mi spiego come il corpo reagisca in questa maniera di fronte a una simile situazione di emergenza. A quanto abbiamo intuito, Nu-Nu ha ucciso e mangiato alcuni dei partecipanti al seminario. Riesco soltanto a chiedermi perchè un corso di fumetti debba spingersi a tali efferatezze, malgrado tutto. Abbiamo interrogato Nu-Nu riguardo ai motivi che lo hanno spinto a eliminare i nostri compagni, ma era in preda a un terrore tale da non poterci dare risposte coerenti. Si ostinava a restare disteso sul fondo della canoa, brandendo verso di noi un volume di Tiramolla: ancora non riesco a capire se si trattasse di un monito, di una minaccia, o di una prova. Ripetutegli in maniera più convincente le stesse domande sui motivi del suo agire, si è limitato a compiere dei gesti insensati, sollevando ad esempio il labbro superiore con l'indice e mostrando i denti. Erano neri. A una veloce ispezione della bocca, trovo resti di matite insieme a brandelli di carne.
(continua il prossimo mese)

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DOLMEN TONANTI
Dal diario di un partecipante al seminario “Fumetti allo Scrivia”, svoltosi giugno 2004, ritrovato insieme alla salma nel mese di marzo 2011. Pubblichiamo in esclusiva due stralci della sconvolgente testimonianza.
15 Giugno 2004
La ricognizione dei fiumi, nella Valle Scrivia, comporta molte difficoltà e anche parecchie sorprese, alcune delle quali non sempre piacevoli.
Ci sono, ad esempio, i cobra. Ora, io so benissimo come parlando di tali pericoli si sia andati incontro a certe esagerazioni, tese soprattutto a esaltare l'eroismo dei viaggiatori. Man mano che ci inoltravamo nei territori “difficili” (oltre Villalvernia), fummo messi in guardia da diversi individui che incontrammo nei boschetti, e che si classificavano come “esploratori”- “Alla sera, prima di andare a dormire, ricordatevi di non lasciare mai le vostre scarpe per terra”, ci fu detto, “Al mattino, comunque, ricordatevi di esaminarle bene: potrestre trovarci un Boa Constrictor”.
Gli stessi avvertimenti mi erano stati dati durante un'escursione in Val Tidone. Pareva impensabile la possibilità di passare una notte sdraiati in un campo, se non si era accompagnati da un suonatore di Piffero che avesse ammansito i terribili rettili velenosi. Nonostante ciò, una sola volta mi fu dato di incontrare un esemplare della terribile Vipera Cornuta, che resi innocua sparandole alla testa.
Per quanto riguarda leoni, pantere e coccodrilli, finora abbiamo assistito un'unica volta all'assalto d'un animale selvaggio su un essere umano. Su un gruppo di quindici persone, peraltro impreparate a tale evenienza – lo ripeto, nessuno aveva sospettato di dover affrontare simili situazioni, trattandosi di un corso di fumetto – è una media più che dignitosa.
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Una pagina del diario del partecipante a "Fumetti allo Scrivia" (che rimarrà anonimo per evidenti ragioni di privatezza), che testimonia gli evidenti miglioramenti in campo fumettistico grazie al seminario
19 Giugno 2004
Lo scarseggiare delle provviste sta rendendo la traversata insopportabile. Molti sono in preda alla diarrea e alla febbre per via delle scarse condizioni igeniche e per la mancanza di sonno. Non sempre c'è la possibilità di bollire l'acqua del torrente prima di berla – vorrei almeno non ci fosse tutta questa fretta.
Comincio a nutrire dubbi sulla nostra guida: Non credo che il suo titolo di Dottore sia stato conferito in seguito a studi accademici in medicina: nonostante ciò, si ostina a dare indicazioni per curare quelli del gruppo che si trovano in difficoltà.
Ieri ha somministrato delle erbe di fosso a una ragazza che accusava dolori alle gambe, causandole complicazioni gastriche; abbiamo abbandonato un compagno di viaggio legato a un platano, qualche giorno fa, perchè “doveva essere curato dall'energia dell'albero”, e ci è stato impedito di tornare indietro per slegarlo. Per il resto, gran parte delle “cure” consiste in elaborati balletti che ritengo di scarsa efficacia. Mi chiedo anche perchè ci sia proibito avvicinarci ai centri urbani, che non mancano qui attorno, per chiedere aiuto. Ma credo che questo abbia a che fare con questioni legali: il contratto che abbiamo firmato è quantomeno bizzarro (...)
Nonostante ciò, non sono del tutto dissuaso dall'idea che un simile iter sia propizio all'apprendimento dell'arte del fumetto: molti efficaci corsi di scrittura che ho frequentato si basavano su esperienze che con la scrittura avevano ben poco a che fare, dopotutto. Ormai siamo a un paio di giorni di cammino dai “Dolmen Tonanti”, luogo dove dovremmo iniziare finalmente a disegnare, giusto in tempo per la data prevista del 21 di Giugno.
(continua il prossimo mese)

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